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Visualizzazione dei post da aprile, 2012
  Ricardo Piglia Respirazione Artificiale Di Ricardo Piglia ho letto solo Bersaglio Notturno, la scorsa estate. Lo ricordo bene perché fu un buon consiglio, quella lettura fece centro e rimase la voglia di continuare a esplorare e leggere le sue storie. Roberto Bolaño cita Ricardo Piglia diverse volte. In particolare ricordo che lo accomuna a Sergio Pitol e Fernando Vallejo ne I miti di Chtulhu, ultima parte del libro Il Gaucho Insostenibile, nel corso di una delle sue invettive infrarealiste caustiche e pungenti, sornione e feroci, come è nel suo stile insomma, quando discorre di letteratura e di cosa deve fare uno scrittore di talento contro la valanga di glamour che impone la macchina del mercato. Bolaño risponde che certi scrittori possono fare ben poco. Letteratura. E cosa può fare invece una che legge, mi chiedevo oggi? Leggere e, se ne ha voglia, se la storia la prende sottobraccio, rileggere. Infatti, terminata la prima parte- c’è un cesura netta fra la prima e la seconda p...
  Julio Cortázar Ultimo Round "Sillaba viva" Naturale prosecuzione del Giro del giorno in ottanta mondi o il contrario? Con JC non è mai detto. Direi che i due testi si fronteggiano esattamente come due specchi, perciò dipende dal caso o dal pinzabecco, strano oggetto-esserino animato da papà cronopio. Gli spunti dilagano, da un pensiero di due righe debordo chissà dove. Percepisco qualche eco di quello che ho letto o riletto, sfogliato, sfiorato. Improvvisamente bellezza e pensieri chiari. Quasi non mi accorgo, distratta dalla pioggia primaverile e dai disegni di un dito annoiato sul vetro appannato della macchina mentre aspetto e poi viaggio e osservo alberi indistinti, in un galoppo di cunette. Un rotolone di pensieri, una película e io bevo poesia. Una rilettura porosa.