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Visualizzazione dei post da agosto, 2012
  Derek Walcott Omeros “The sea was still going on.” Derek Walcott definisce il verso libero concepito per il suo Omeros, con l’espressione «roughly hexametrical». Un esametro brusco, aspro che mi ricorda una superficie e, in senso lato, un territorio, una  mappa. La  bellezza prende corpo e risalta nell’evitare coscientemente la limatura ossessiva del verso. Esametro che sconfina nella prosa e si ricrea ad ogni ripresa, poesia che si mantiene in un costante stato di svelamento e con un forte senso di dislocazione, immagini intraviste attraverso la filigrana dei versi e in un contesto privo di scansione cronologica. Omeros è un poema epico in terzine, conta quasi ottomila versi, suddivisi in sette libri e sessantaquattro capitoli. Verso molto lungo, dicevo, con una cesura importante nel mezzo. A fronte della traduzione italiana la versione originale in lingua inglese, sulla quale a volte mi sono soffermata per capire e riflettere su quanto sia lavoro di cesello tradurre u...
  Clarice Lispector Il Segreto Il Segreto narra la vita di Virginia e, più profondamente contempla, attraverso la scrittura, il pensiero magico dell’infanzia e di come questo continui a lavorare, a plasmare e influenzare il corso della vita, senza necessariamente rivelarsi ma comparendo a tratti in alcuni gesti, nella percezione degli altri, nella relazione con l’altro, negli oggetti e nel loro manipolarli.  Il segreto può essere anche qualcosa di specifico però, indagando in profondità, mi sono resa conto che il segreto è l’infanzia in sé, il passaggio nelle età, nel cambiamento, nello scorrere della vita individuale, riflessa e ambivalente, singola e pure complementare alle altre, fino alla morte. Virginia è una donna che cerca fin dai primi passi e continua a farlo; cerca di capire accettando l’abbandono e la confusione, cerca di capire indagando in profondità e riemergendo.Virginia continua a camminare instancabile, ripercorre adulta i passi dell’infanzia, con rinnovata co...
Djuna Barnes La Foresta della Notte Intensa e profonda, un insondabile diletto, un piacere risonante, un’oscura meditazione, un sontuoso delirio. Scrittura che ricordo spesso e alla quale ritorno per gustare questo stupefacente linguaggio. “Miss Barnes ha un ritmo di prosa che è anche stile di prosa e un disegno musicale che non è quello della poesia. Questo ritmo di prosa può essere più o meno complesso o elaborato, secondo le intenzioni dello scrittore; ma semplice o complesso che sia, esso è ciò che eleva alla massima intensità la materia da comunicare.” T.S.Eliot Nightwood è come scorrere con le dita i cerchi concentrici di un tronco d’albero, fino al cuore più profondo. Una sorta di gestazione a ritroso. Ecco perché rileggere significa per me andare sempre più in profondità e scoprire ogni volta che ci sono innumerevoli piani di lettura e che timbro e intensità si rincorrono costantemente in un gioco intrigante e ipnotico. “Guardiano, com’è la notte?”
Mario Benedetti Il diritto all'allegria "L'Espressione cifrata del piccolo" "Quando parlo della mia patria preferisco dire paesello. Dire, pensare, sentire. Nell'immensità dell'universo la terra su cui siamo nati è una minuzia, l'espressione cifrata del piccolo, una cosa che s'intrufola nella geografia e che si sciacqua la bocca con il mare. Nella sua piccola presenza terrestre trova posto, nonostante tutto, il sorriso, abbandonato tra gli alberi e sorvegliato dalla Via Lattea. Qui so essere felice senza vergogna e triste senza fretta. Il paesello è un bocconcino tra due giganti. Noi al massimo siamo una piccola primavera dell'ispanico, una regione quasi adolescente. Gli uccelli ci attraversano in un soffio e vanno a raccontare la nostra piccolezza ad altri nidi...". In pochi tratti l'essenza dell'appartenenza e del luogo come Patria. Il tocco da Maestro nello scandire il ritmo del pensiero e la bassa marea nell'espressione es...