Derek Walcott
Omeros


“The sea was still going on.”

Derek Walcott definisce il verso libero concepito per il suo Omeros, con l’espressione «roughly hexametrical». Un esametro brusco, aspro che mi ricorda una superficie e, in senso lato, un territorio, una 
mappa. La bellezza prende corpo e risalta nell’evitare coscientemente la limatura ossessiva del verso. Esametro che sconfina nella prosa e si ricrea ad ogni ripresa, poesia che si mantiene in un costante stato di svelamento e con un forte senso di dislocazione, immagini intraviste attraverso la filigrana dei versi e in un contesto privo di scansione cronologica.

Omeros è un poema epico in terzine, conta quasi ottomila versi, suddivisi in sette libri e sessantaquattro capitoli. Verso molto lungo, dicevo, con una cesura importante nel mezzo.
A fronte della traduzione italiana la versione originale in lingua inglese, sulla quale a volte mi sono soffermata per capire e riflettere su quanto sia lavoro di cesello tradurre un testo così profondo e ampio.

“ Il linguaggio va a tentoni come l’amore nell’oscurità del mondo, alla ricerca di una perduta immagine primordiale. Una poesia non si può fare, ma solo presentire.” [Cit. di Karl Kraus nella postfazione, pag. 578]. Questo mi corrisponde molto perché, al di là delle considerazioni formali, mi sento calamitata da questo presentire che accade prima della mia elaborazione razionale.

“ Osserva, lui non va; manda il suo narratore;
gioca col tempo perché ci sono due viaggi
in ogni odissea, uno sulle acque agitate,

l’altro accovacciato e immobile, nel silenzio. Per entrambi
l’”io” è un albero di maestra; lo scrittoio è una zattera
per chi, schiumante di carta, intinge il becco

della penna in quella schiuma, mentre una nave
porta l’altro nelle città dove la gente parla
una lingua diversa, o lo guarda in modo diverso,

mentre il sole sorge dall’altra direzione
con le sue ombre inquiete, ma il viaggio giusto
è senza moto; come il mare si muove intorno a un’isola
che sembra in movimento, l’amore si muove intorno al cuore:
recinge con il suo sale, e la mano che lenta viaggia
sa che ritorna al porto da cui deve partire.”
Derek Walcott- Omeros
[Cap. LVIII-II pag. 493-495]

“…and either I’m nobody, or I’m a nation”.
( Mappa del Nuovo Mondo)

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